Niente è come sembra
Un film di Franco Battiato
Con: Giulio Brogi (Giulio), Pamela Villoresi (Pamela), Chiara Conti (Chiara), Anna Maria Gherardi (Anna) e la partecipazione speciale di Sonia Bergamasco e Alejandro Jodorowsky
Sceneggiatura: Franco Battiato, Manlio Sgalambro
Fotografia: Daniele Baldacci
Montaggio: Riccardo Sgalambro
Suono: Pino Pischetola
Scenografia: Luca Volpatti
Produttore: Francesco Cattini
Produzione: L'Ottava
“Ora immaginate una grande autostrada americana con migliaia di macchine tutte uguali, tutte alla stessa velocità, che viaggiano verso una non-destinazione...questo è Il Cinema oggi. A km di distanza in senso contrario “evasi solitari” stanno percorrendo, a piedi, sentieri di montagna...questo è un cinema di oggi. Le trame dei film e dei tappeti moderni, sono pieni di anilina caro perplesso lettore. Dal mio osservatorio, sto segnalando, in tutti i modi e con tutti i mezzi, la mia posizione; lanciando segnali d’allarme e qualche anti-virus”
Franco Battiato
Il terzo film di Franco Battiato prosegue il percorso di sintassi e linguaggio iniziato con il secondo film, “Musikanten”. E’ un linguaggio “à rebours” che si vuole distaccare in tutto e per tutto dal modo di fare cinema di oggi, anche e soprattutto nei contenuti: Battiato ci vuole rendere partecipi delle eccellenze di cui, in campo filosofico e teologico, ha avuto fortuna e piacere di fare la conoscenza.
La storia è strumentale a tale finalità: Giulio B., anche se in pensione, continua a esercitare la sua vecchia professione, insegnare ‘Antropologia culturale’ presso l’Accademia di belle Arti di Brera. E’ ateo e ha una vera passione per le feste etnico-popolari. Dovunque ci sia una rappresentazione curiosa e intrigante, c’è lui a documentare, intervistare, e archiviare: è appunto il tentativo di assistere e riprendere una festa del fuoco di origini pre-cristiane che lo porta a smarrirsi in un bosco. Troverà riparo e ospitalità in una casa in cui si sta svolgendo un incontro singolare e lì sarà coinvolto in un’esperienza travolgente ed unica.
Il film viene pubblicato in dvd per la Bompiani.
www.battiato.it
“i am too pure for you and anyone…” Sylvia Plath
NicoNote
presenta:
Performance sonora per voce cd e dischi
Dedicata a Sylvia Plath
Musiche di NicoNote, And, M.a.s Collective, Henry Purcell, Tuxedomoon, Robert Schumann, Stefano Greppi,FM Lab, Violet Eves ed altri
Testi di Sylvia Plath, NicoNote, William Shakespeare, William Butler Yeats, Nahum Tate, Louise Labè ed altri
Fever 103° è il titolo di una lirica di Sylvia Plath
Sylvia logorata come tante oggi
tra il quotidiano e la
lacerante forza che preme per uscire e destabilizza la parola, il suo
demone
le parole, i suoi demoni
lieve trance quotidiana la casa i
bambini le visioni
semplicemente un essere in bilico ora libero
proiettato in qualche parte del cosmo
frammenti di parole
samples
tessere di un mosaico febbricitante e apparentemente sconnesso
nel
rumore del mondo
space is the place
Fever 103° filo rosso che mi porta
mi segue senza opprimermi
non c’è possesso non c’è abbandono
partenza
e traguardo direzione e pretesto di questa performance sonora
secca,
senza orpelli
rotonda schizofrenica tensione di intimità condivisa
un
viaggio privato nel mondo infinito
Sylvia calls me
gesti di suono
umori da ascoltare anche senza guardare
NicoNote aka Nicoletta Magalotti, cantante, performer e artista versatile, conduce da anni una personale ricerca vocale ed espressiva prediligendo l’esperienza sonora e drammaturgica. Voce del gruppo Violet Eves, importante esperienza del panorama musicale italiano degli anni Ottanta, ha percorso in maniera eclettica diversi ambiti musicali e teatrali. Ha collaborato con numerosi musicisti, tra cui Teresa De Sio e Piero Pelù e con producers-dj, come David Love Calò, M.a.s. Collective, Slick Station e Andrea Felli con cui ha realizzato: nel 2001 il progetto sonoro di Cerimonia spettacolo della coreografa Monica Francia - prodotto da Ravenna Festival in collaborazione con Biennale Danza e nel 2003 l’album Fashion Victims per KFM record/Materiali Sonori . In ambito teatrale, tra gli altri, ha lavorato con Socìetas Raffaello Sanzio per gli spettacoli Orestea e Voyage au bout de la nuit. Nel 2002 ha presentato Private Space spettacolo di teatro d’ascolto al Festival MilanoOltre/Teatri90,nel 2003 ha debuttato con un progetto teatrale di drammaturgia sonora dal titolo Règola presentato poi nel 2005 al festival di Santarcangelo dei Teatri.Nel 2004 presenta fever 103° performance sonoradedicata a Sylvia Plath . Nella primavera del 2006 debutta con Porpora: una suite barocca , una piece sulla folgorazione del colore rosso – produzione Argonavis Provincia di Rimini – su soggetto e drammaturgia di Luca Scarlini e per la regia di Francesco Micheli. Recentemente ha curato un progetto innovativo di eventi nei musei dal titolo Effetto Doppler realizzato per l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Rimini. Ha debuttato con Tutto kaput una performance sulla memoria, dedicata ai civili di tutte le guerre . Attualmente è in preparazione la seconda edizione di Effetto Doppler eventi nei Musei , di cui è curatrice. A partire dai testi classici dei Fratelli Grimm propone L’angolo delle fiabe momento di lettura delle fiabe per i più piccoli e i più grandi e tiene periodicamente Laboratori di lettura delle fiabe per adulti. Continua la collaborazione con la regista e filosofa francese Patricia Allio con la quale ha realizzato Life is but a dream di cui il primo episodio #0 ha debuttato nel gennaio 2007 presso la Fondation Cartier di Parigi e il secondo episodio #1 è stato presentato al Theatre La Villette di Parigi, nel al Festival TransAmerique di Montreal e all’International Festival of the Arts di Santarcangelo. Tappa finale del lavoro è lo spettacolo Le Sang des Reves - di cui è annunciato il debutto per l’ottobre 2007 a Modena per il Festival Vie co-prodotto da Exorage-Group e da TNB - Theatre National de Bretagne di Rennes.
www.niconote.net
La Mostra di Roberto Masotti "You tourned the tables on me" è sempre ad ingresso gratuito.
Orari apertura:
martedì e giovedì
10,30 - 12,30
sabato e domenica
15,30 - 18,30
lunedì/mercoledì/venerdì
chiuso
tel 0541 326206
Fino al 6 gennaio sarà visitabile gratuitamente anche tutto il museo MET, ed anche nei giorni 9 dicembre e 3 febbraio
Uno spaccato della musica degli anni settanta attraverso centoquindici ritratti dedicati a musicisti contemporanei da Anthony Braxton a John Cage, da Luciano Berio a Sun Ra fino a Cecil Taylor e Brian Eno. La mostra, ripresa a distanza di molti anni in esclusiva per Effetto Doppler e arricchita di video, suono e oggetti, è in esposizione da domenica 9 dicembre 2007 (vernissage ore 17.30) fino al 3 febbraio 2008 al Met – Museo degli usi e costumi della Romagna di Santarcangelo.
Il tavolino: una breve storia,
di Roberto Masotti
É stato trovato e acquistato, in un assolato pomeriggio del maggio 1974, presso un campo di zingari che vivevano, alla periferia di Milano, della compravendita di rottami di ferro.
É stato usato, incidentalmente, per la prima volta come attrezzo di scena mentre facevo un ritratto a Juan Hidalgo, artista 'Fluxus', e nuovamente con Walter Marchetti che forma, con Hidalgo e Esther Ferrer, il gruppo 'Zaj'.
Da qui è nata l’idea di eseguire una serie di ritratti di musicisti in cui fosse presente il tavolino.
Ogni personaggio coinvolto, per prima cosa prendeva visione di tutte le immagini precedentemente selezionate, decidendo poi liberamente come agire e di quali altri oggetti eventualmente circondarsi.
La realizzazione del ritratto di Dieter Schnebel, nel 1977, suggerì quello che si è rivelato un comodo espediente per evitare l’ingombrante oggetto: usare cioè solo l’immagine del tavolino. In conseguenza di ciò la serie si è espansa fino a comprendere quindici variazioni con interventi degli artisti che hanno utilizzato, in vario modo, una fotografia del tavolino. Questa 'appendice' che cronologicamente chiude il lavoro, è stata però qui ordinata alfabeticamente all’interno del percorso fotografico complessivo. Tale percorso non è stato concepito come un catalogo dove ordinare tutto ciò che si 'deve' trovare (suggerisco, anzi, di cercare al suo interno raggruppamenti, contiguità, incroci e quant’altro si riesca a scoprire); rappresenta piuttosto un ampio sguardo sulla musica 'contemporanea' in tutte le sue ramificazioni.
Ho naturalmente evitato categorie e divisioni che, allora come adesso, appaiono improponibili, se non, ahimè... per pura utilità commerciale sugli scaffali dei negozi di dischi.
La frase “you tourned the tables on me” (sorta di “tu mi hai preso in giro”), che intitola questa serie di fotografie, è stata suggerita, molto appropriatamente, nel 1976 da Steve Lacy. É il titolo di una canzone di Sydney D. Mitchell e Louis Alter, scritta nel 1963 per una commedia musicale di Broadway. La memoria di Lacy era sicuramente andata a una, e una sola, interpretazione di questo brano data da Billie Holiday nel 1952.
Anche Ella Fitzgerald l’ha interpretata, una sola volta, su disco.
Poi l’oblio.
Ora, è sicuramente sbagliato scrivere “tourned” in luogo di “turned”, come faccio nel titolo.
Attribuisco questo 'consapevole' errore alla forma rotonda (“round”) del tavolino, ma potrebbe anche riferirsi al viaggiare (“tour”).
Questo progetto, da me perseguito con ostinazione per otto anni, ha fatto sì che l’oggetto attraversasse diversi paesi europei, ripetutamente. Ero spinto sì da un istinto evidentemente irrazionale (si pensi al disagio), quanto irresistibilmente attratto dalla “nuova musica”. Oggi amo pensare che principalmente il caso mi abbia assistito. Certo, altri percorsi sarebbero stati possibili ieri e soprattutto oggi. Mi conforta però pensare che, mentre organizzavo i materiali, visivi e non, che riguardano la serie di ritratti qui pubblicata, il rinnovato contatto con molti dei protagonisti mi ha confermato la complessiva vitalità di 'quella' scena musicale. Anzi, ciò che colpisce e soddisfa, sono proprio la sua assoluta ricchezza e una forza progettuale tutt’altro che esaurita.
Nato a Ravenna nel 1947, dopo gli studi in industrial design a Firenze, Roberto Masotti inizia la propria attività professionale a Bologna, per trasferirsi a Milano nel 1974. Si è sempre dedicato alla documentazione e alla ricerca, attraverso il mezzo fotografico, ma anche intervenendo con scritti, interviste ed articoli nel campo dello “spettacolo” e in particolare della musica jazz, contemporanea e sperimentale. Molte sue immagini sono state utilizzate dall’editoria per libri, riviste, copertine di dischi, soprattutto per la casa discografica ECM con la quale vanta un rapporto più che trentennale.
Il suo lavoro più noto “You tourned the tables on me”, centoquindici ritratti di musicisti contemporanei (1974-1981), è stato pubblicato da Auditorium Edizioni ed esposto in numerose città europee: questa ed altre opere, tra cui le Variazioni per chitarra elettrica, sono state raggruppate sotto il titolo Lavori Musicali.
Dal 1979 al 1996 è fotografo ufficiale del Teatro alla Scala di Milano con Silvia Lelli. Insieme hanno realizzato diverse pubblicazioni e importanti esposizioni sugli allestimenti del Teatro milanese. Assieme hanno realizzato una esposizione/omaggio a Giuseppe Sinopoli per Taormina Arte.
La mostra “Jazz Area”, la mia storia con il jazz in venticinque quadri commissionatagli per la rassegna “Dialoghi, Jazz per due” a Pavia è stata ospitata in città e festival via via arricchendosi e completandosi. Diario dal Sud, realizzato con il poeta/musicista Vittorino Curci, rappresenta una sorta di sviluppo di Jazz Area e con questa è stata esposta nell’ambito del Bergamo Jazz Festival nel 2002. Da segnalare la sua collaborazione con L’Orchestra Nazionale di Jazz di Francia, diretta da Paolo Damiani per la quale ha realizzato cinque diversi video per il progetto “Charméditerranéen” e con l’ensemble Alter Ego e Matmos con cui ha realizzato un omaggio a Giacinto Scelsi. Ha concepito le immagini video per lo spettacolo “Lejendo Jodo, Leggendo Jodorovski” realizzato con il compositore Claudio Lugo e l’ Impressive Ensemble 2001. Insieme a Silvia Lelli sta attualmente lavorando ad una mostra/installazione dal titolo “Bianco Nero Piano Forte” in collaborazione con Mara Cantoni per i testi e con Luigi Ceccarelli per i suoni.
Saludecio ha origini antiche, proiettate a partire dal nome che ha trovato nel corso dei secoli diverse spiegazioni; il museo attaccato alla chiesa espone vari capolavori di pittura, tra cui due opere magnifiche di Guido Cagnacci: La processione del santissimo sacramento e San Sisto, nonché oggetti di devozione o legati alla storia del Beato Amato, patrono, che lasciò tutti i suoi beni alla morte nel 1292 ai benedettini, lasciando memoria di sé anche nell’ospizio che aveva fondato. Luca Scarlini racconta questa collezione, accompagnando i visitatori a una visita, a partire dall’ingresso a fianco di Porta Marina, con vista sulla pianura, verso il mare.
Luca Scarlini si occupa di drammaturgia contemporanea e di letteratura comparata. Insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino e traduce dall’inglese e dal francese per varie case editrici tra cui ADN-Kronos e Fazi (alcuni titoli: Medea di Robinson Jeffers, Perché John Lennon porta la gonna? di Claire Dowie, Sparkleshark di Philip Ridley con Barbara Nativi). Collabora con numerose istituzioni teatrali italiane come consulente letterario e traduttore (Teatro Stabile di Parma, Link di Bologna, Teatro Regio di Torino, Festival Intercity di Sesto Fiorentino, National Theatre di Londra). Come storico dello spettacolo, attività che svolge in qualità di professore free-lance in varie Università europee, ha pubblicato numerosi interventi sulla drammaturgia contemporanea in riviste e volumi, tra cui Un altro giorno felice, La fortuna del teatro di S. Beckett in Italia dal 1953 ad oggi. Scrive regolarmente sulla rivista “L’Indice” come recensore di libri di teatro e spettacolo.
Socìetas Raffaello Sanzio / Scott Gibbons
Augustinian Melody
Dj set di Scott Gibbons
di musiche originali di Scott Gibbons e Chiara Guidi
da Tragedia Endogonidia, The Cryonic Chants e da Il verso, il suono articolato, la voce
Scott Gibbons compone musica elettronica da quasi 20 anni, nella doppia esplorazione del suono acustico naturale e di quello tecnologico. Il musicista riesce ad avere una campionatura di suoni impossibili da disporre, attraverso il trattamento delle registrazioni di suoni naturali presi da fonti organiche, che creano un’atmosfera spesso terrorizzante. L’incontro tra la Socìetas Raffaello Sanzio e Scott Gibbons risale al 1998, in occasione della preparazione della Genesi. From the museum of sleep. Il successivo progetto comune fu Il Combattimento di Claudio Monterverdi, dove alla musica dell’autore barocco, diretta dal maestro Roberto Gini, veniva affiancata una corrente parallela di suoni elettroacustici concepiti dal compositore. La collaborazione da quel momento è continuata, e si è sviluppata per tutto il ciclo drammatico della Tragedia Endogonidia.
www.raffaellosanzio.org
Johannes Brahms fu a Rimini nella primavera del 1888, insieme al suo amico Johannes Widman, dopo essere stato celebrato a Bologna, dove si era recato per le celebrazioni dell’eposizione musicale. Il musicista tedesco esamina tutto quello che vede nella capitale dei Malatesta e mette a confronto la grandezza, concreta e simbolica, del tempio malatestiano con le immagini del presente, raccontate anche nel corso di una gita a San Marino. Luca Scarlini racconta, tra musiche connesse a quell’anno straordinario della creatività del musicista (che comì tra l’altro durante il viaggio in Italia i meravigliosi Zigeuner Lieder), nelle sale del Museo della Città di Rimini.
Luca Scarlini si occupa di drammaturgia contemporanea e di letteratura comparata. Insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino e traduce dall’inglese e dal francese per varie case editrici tra cui ADN-Kronos e Fazi (alcuni titoli: Medea di Robinson Jeffers, Perché John Lennon porta la gonna? di Claire Dowie, Sparkleshark di Philip Ridley con Barbara Nativi). Collabora con numerose istituzioni teatrali italiane come consulente letterario e traduttore (Teatro Stabile di Parma, Link di Bologna, Teatro Regio di Torino, Festival Intercity di Sesto Fiorentino, National Theatre di Londra). Come storico dello spettacolo, attività che svolge in qualità di professore free-lance in varie Università europee, ha pubblicato numerosi interventi sulla drammaturgia contemporanea in riviste e volumi, tra cui Un altro giorno felice, La fortuna del teatro di S. Beckett in Italia dal 1953 ad oggi. Scrive regolarmente sulla rivista “L’Indice” come recensore di libri di teatro e spettacolo.
Concept live:
Questo è un live multitasking. Wang inc. passa da un sistema operativo all'altro, da un processore ad un'altro, da un interfaccia a molte.
Realizzato con un computer Linux, una Play Station Portatile, due Game Boy (classic e micro) ed un computer Windows sembra essere la Babele del mondo dell'informazione. Invece come il flusso delle informazioni è costante nell'era digitale così lo è il flusso musicale generato da questo caos linguistico. Un ambiente sonoro che si classificherebbe sotto IDM (intelligent dance music) se si credesse ai generi musicali.
Ma la musica o è buona o è cattiva e questa di certo è molto buona.
Wang inc. appare sulla scena musicale con il 12” su Sonig chiamato Plastic/Metal. Era l'anno 1999 e questo 12” fa parte della rivoluzione musicale che Matmos e Dr. Rockit hanno fatto nella dance music aggiungendo suoni concreti ai beats. Dopo di questo Wang inc. ha realizzato 2 album: il primo con la label francese Bip-Hop e il secondo con l'etichetta statunitense Context.fm. Lavorare per Context lo ha riportato a cimentarsi con il suo primo amore: dance music con molta sperimentazione. Ora affianca alle sue produzioni techno la collaborazione con la rock band Ende e numerose improvvisazioni o partecipazioni a progetti di artisti del panorama nazionale o internazionale. Lavora anche per produzioni multimediali creando colonne sonore o sound effects.
www.wanginc.it